Profilo Candidato

Giuseppe Renato Mastruzzo

61 anni, nato a Niscemi e residente a Torino

Presentazione

SONO UN PROFESSORE CHE INSEGNA "BUONA POLITICA"

Vivo a Torino dal 2008, dove sono direttore dell'International University College, chiamato da Stefano Rodotà che ne è stato il Presidente.

In questi anni, abbiamo accolto più di 300 brillanti studenti di master da 70 paesi del mondo. Nessuno ha dovuto pagare per i suoi studi d'eccellenza: a tutti siamo riusciti ad assicurare una borsa di studio. Credo nella gratuità degli studi superiori per i meritevoli, e a questo ho dedicato la mia vita recente..

Dal 2013 insegno anche a Mosca, nel dipartimento di politica pubblica dell'Alta Scuola di Economia della Federazione Russa. Ai miei studenti insegno i principi del "come fare buona politica" (il titolo formale del mio corso è Ethics in Economics & Politics). Di recente, ho rivolto i miei studi all'analisi delle caratteristiche dei nuovi movimenti di protesta in Europa, e in particolare del più ricco ed ampio di questi, il MoVimento 5 Stelle. Su questo tema, ho pubblicato un saggio quest'anno per i tipi dell'editore tedesco Springer (vedi il mio Curriculum Vitae).

Prima di Torino, ho lavorato 5 anni a Roma come direttore studi e ricerche di Confservizi Lazio, l'associazione delle oltre 80 ex-municipalizzate del Comune di Roma), maturando una pluriennale esperienza nella gestione dei servizi pubblici locali, e convincendomi che le privatizzazioni non funzionano. A Roma ho conosciuto Stefano Rodotà, negli anni in cui guidava la cosiddetta "Commissione Rodotà", che ha introdotto il concetto di "beni comuni" nel linguaggio giuridico italiano.

A Roma sono arrivato da Londra, dove ho vissuto per dieci anni, studiando e insegnando all'università del Kent a Canterbury, dove ho conseguito un master post-laurea e un dottorato di ricerca.

Quanto alle mie capacità comunicative ed esemplificative, sono abituato sin da ragazzo a presentare il mio lavoro e le mie idee pubblicamente. Insegno da molti anni a livello universitario in inglese (e talvolta in italiano). Ho diretto per cinque anni un centro studi sui servizi di interesse generale, interagendo con manager di decine di aziende di servizi pubblici locali in Italia e in Europa. Dirigo da undici anni un prestigioso istituto universitario internazionale a Torino, tenendone le pubbliche relazioni.

Sono nullatenente per scelta, sposato, e ho una figlia di 16 e un figlio di 14 anni. Siamo di proprietà di un giovane gatto arancione. Ho 61 anni ma me ne sento molti di meno, e sono siciliano. Per gli amici sono "il Peppe".

Parlo e scrivo in inglese come un madrelingua colto, con un (leggero?) accento italiano che non ho voluto abbandonare. Oltre all'inglese, che è la principale lingua di lavoro dell'Unione Europea, leggo con facilità documenti e testi in francese, spagnolo e portoghese (in ordine di padronanza), anche se parlo e scrivo in queste lingue in modo non perfetto. Ho pubblicato saggi scientifici anche in tedesco, ma sono stati i miei co-autori a curarne la resa linguistica.... Pure se insegno a Mosca, non parlo il russo, solo qualche frase di cortesia.

Da quando sono stato chiamato da Luigi Di Maio tra i candidati uninominali nelle ultime elezioni politiche, sono spesso invitato a parlare a conferenze internazionali come esperto dell'Europa del futuro e del fenomeno politico di protesta più importante e innovativo che l'Europa ha prodotto in questo nuovo millennio: il MoVimento 5 Stelle! Ad esempio, a fine marzo 2019 sarò relatore alla ristretta 170esima Tavola Rotonda Bergedof, che si tiene ogni anno a Budapest sotto il patrocinio della Fondazione Körber.

Odio l'abusivismo di casta, quello delle grandi opere inutili che distruggono l'ambiente, progettate esclusivamente per permettere ai soliti comitati d'affari di trarne profitto. Odio l'Europa della speculazione finanziaria e dei sacrifici ed austerità solo per i meno agiati. Penso però che un'Europa di condivisione e di partecipazione democratica attiva sia possibile: quella è l'unica Europa in cui credo, un'Europa che protegga i propri spazi e beni comuni e i diritti delle generazioni future a vivere in un mondo il cui ambiente sia stato preservato da noi, genitori del presente, per i nostri figli.

Curriculum Vitae

CONOSCO BRUXELLES E LE SUE LOGICHE...

- LE MIE POSIZIONI PROFESSIONALI ATTUALI -

Dal 2008 ad oggi
Direttore
International University College of Turin

Dal 2013 ad oggi
Professor of Ethics in Economics & Politics
Dipartimento di Politica Pubblica
Scuola Superiore di Economia della Federazione Russa a Mosca

Dal 2014 ad oggi
Head of Education
Eating City International Platform

Dal 2018 ad oggi
Coordinatore giuridico
Progetto Watertech/Smartcities finanziato dal Ministero Istruzione, Università e Ricerca
un progetto di ammodernamento e controllo della qualità dei servizi idrici integrati in Italia

- LA MIA ESPERIENZA PROFESSIONALE PRECEDENTE (dal 2000) -

2004-2007
Direttore Studi e Ricerche
Confservizi Lazio Roma

Per Confservizi Lazio ho coordinato i seguenti progetti e relative pubblicazioni:
Secondo Rapporto sui servizi pubblici nella provincia di Roma (Provincia di Roma: 2006)
L'industria dei servizi ambientali nel Lazio (Regione Lazio: 2006)
Competenze per competere. Analisi dei bisogni professionali nelle imprese di servizio di Roma e del Lazio (Regione Lazio: 2006)
Sostenibilità e competitività. 50 casi europei nei servizi locali (Formautonomie: Roma, 2006)
Primo Rapporto sui servizi pubblici nella provincia di Roma (Provincia di Roma: 2005)
Città visibili, città vivibili. I servizi nelle metropoli europee (Comune di Roma: 2005)
50 buoni esempi di servizi ambientali in Italia (Formez: Roma, 2005)
Nuovi soggetti della governance esterna (Formez, Dipartimento Funzione Pubblica: Roma, 2004)

2005-2007
Membro del Comitato Pilota di CemaNet
un progetto europeo EQUAL di 8 capitali sull'aggiornamento professionale nei servizi pubblici locali e oltre

2006
Speaker al III (Mercato dei servizi, Territorio, Risorse Culturali) e VII (Città, Sistemi Produttivi, Innovazione) Tavolo del Quadro Strategico Nazionale 2007/2013

2001-2003
Professore Beni Culturali e Ambientali
Università di Delta State, Nigeria

- LE MIE PUBBLICAZIONI RECENTI (SELEZIONE) -

G. Mastruzzo, "Five Stars of Change: The Transformation of Italian Protest Publics Through Grillo's Blog", in Belyaeva N., Albert V., and Zaytsev D. (eds), Protest Publics: Toward a New Concept of Mass Civic Action (Springer: Berlin, 2019)
S. Mezzadra, "Multicultural Spectres in the Crisis of European Citizenship", trans. G. Mastruzzo, in Steyn J. and Stamselberg N. (eds), Breaching Borders: Art, Migrants and the Metaphor of Waste (I.B. Tauris: London & New York, 2014)
G. Mastruzzo, "Limen (Threshold): Crossing Over," in Bon L. (ed), Lauren Bon and The Optics Division / Metabolic Studio (Annenberg Foundation: Los Angeles, 2013)
N. Kreuzkamp, G. Mastruzzo, "Italien", in Schmid, J. and Kohler, H. (eds) Arbeitsbeziehungen und Sozialer Dialog im alten und neuen Europa (Nomos: Baden-Baden, 2009)
At the End of the End of History - Global Legal Standards, in Global Jurist: Vol. 9: 3, June 2009 - (a group report chaired by U. Mattei, coord. G. Mastruzzo & E. Reviglio; members: G. Calabresi, A. Garapon, T. Varady, et al.). Also published in ASTRID-online.it, May 2009
J. Osabiku, G. Mastruzzo, "Frontiera e biosfera," in Finis Terrae, II, 6, giugno-luglio 2009
G. Mastruzzo, D. Palazzi, C. Sgarella, "Il Lazio e i servizi ambientali. Soluzioni sostenibili", in Management delle utilities (vol. 4: no. 3, 2006)
G. Mastruzzo, E. Reviglio, "Liberalizzazioni e Privatizzazioni delle Imprese di Pubblica Utilità", in Reviglio E. (ed), Liberalizzazioni e Privatizzazioni: una sfida per l'Italia (Aspen Italia: Roma, 2006)

Curriculum Attivista

IL PORTAVOCE È COMPETENTE SE RESTA PORTAVOCE DELL'INTELLIGENZA COLLETTIVA CHE LO HA ELETTO

Nel 2018, sono stato chiamato da Luigi Di Maio ad essere candidato uninominale del MoVimento al Senato per la Città di Torino, ottenendo quasi 4.000 voti personali di preferenza, oltre 600 in più del candidato PD che mi ha battuto, Mauro Laus, contro il quale ho condotto una accesa campagna elettorale che ha avuto eco sulla stampa. Voglio quindi sfruttare questo spazio per dire che credo fermamente che gli eletti del MoVimento debbano essere anzitutto dei PORTAVOCE, e cioè che al di là delle loro personali opinioni debbano riflettere nel loro mandato la grande ricchezza di elaborazione politica prodotta dalla condivisione delle idee e del sapere verificati dalle pratiche collettive. Gli eletti devono sempre ricordare che lo spazio politico che ha permesso la loro elezione è frutto del lavoro e della passione di tanti, e non del loro merito di singoli. Quel lavoro e quella passione vanno dunque rispettati ed onorati, sempre. Anche perché quel lavoro e quella passione producono un'intelligenza collettiva che è superiore alle competenze individuali (come dimostrano i danni fatti dagli arroganti professori al potere con il Governo Monti).

Sono iscritto al MoVimento dal 2013, ma ho cominciato ad essere attivo solo a dicembre del 2017, contribuendo sistematicamente al GdL Lavoro torinese, e più recentemente entrando nel gruppo attivisti di Torino e partecipando alle iniziative della Circoscrizione 1. Dal 2018, partecipo inoltre alle attività dell'Associazione Gianroberto Casaleggio, di cui sono membro.

Da anni prendo parte con passione alle marce No Tav, ma non posso dire di essere un attivista No Tav storico. Mi piace fare i banchetti di fine settimana, ma qualche sabato o domenica lo riservo ai miei figli. Lavoro almeno 70 ore a settimana per studiare e per dirigere la mia piccola università, e il tempo che resta lo dedico ad una nostra comune convinzione: cambiare in meglio l'Italia e l'Europa mandando a casa la vecchia politica.

Sono tanti i temi che animano la mia voglia di partecipazione e attivismo. Nella città in cui vivo, Torino, giusto per fare uno dei tanti piccoli grandi esempi possibili, mi ha fatto di recente infuriare l'apertura del Burger King al centro dell'area pedonalizzata che comprende tre istituzioni - una scuola media inferiore, un liceo e l'Università - frequentate da migliaia di nostri figli di tutte le età. Invece di proteggerli e guidarli, a questi figli offriamo ora gli squilibri alimentari di massa prodotti da un junk food a base di carne. Ecco, su questo fronte come su altri, la politica del MoVimento al governo, locale e nazionale, deve essere di DISCONTINUITÀ rispetto a quelle amministrazioni e a quei governi che nel passato hanno prodotto tanti danni così difficili da recuperare. Molto semplicemente, gli interessi dei comitati d'affari non sono gli interessi del territorio e dei cittadini che lo abitano.

Esperienze Politiche

L'EUROPA COSÌ COM'È NON VA: CAMBIAMOLA IL 26 MAGGIO

Sono tra i 13 promotori che lo scorso dicembre 2018 hanno depositato in Corte di Cassazione un disegno di LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE per aggiornare il nostro Codice Civile (promulgato nel lontano 1942, cioè prima della Costituzione Italiana). Vogliamo introdurre nel Codice Civile la categoria dei beni comuni, e prevederne e regolarne altre, tra cui quella dei beni immateriali (pensiamo ad internet e ai social, e a quanto siano importanti ed invadenti nella nostra vita di ogni giorno). A questo proposito, credo che in Europa vada riformato il diritto di iniziativa legislativa popolare, le cui proposte prodotte finora non sono mai state seriamente considerate dalla Commissione europea. C'è un'evidente carenza di democrazia in Europa, e l'unico modo di rilanciarne le istituzioni è di affidarsi all'iniziativa dei popoli e non alla solita casta di burocrati. "La Ue boccia reddito e quota 100: Così si riduce la crescita. Rischio CONTAGIO per l’eurozona," dice adesso la Commissione europea nel suo Country Report, la pagella annuale sullo stato dell’economia dei singoli paesi della zona euro. Dopo aver regalato centinaia di miliardi di euro alle banche e alla finanza speculativa, che invece di creare liquidità e credito per le piccole imprese i nostri miliardi se li sono tenuti stretti, la Commissione si permette di definire le misure di benessere del Governo italiano come UNA MALATTIA INFETTIVA. Ma la vera epidemia è quella dei comitati d’affari e delle lobby, che abbiamo l’occasione di cacciare via da Bruxelles il 26 maggio.

Prima di avvicinarmi al MoVimento, sono stato uno dei 12 fondatori del Comitato Rodotà che ha promosso i referendum per l'ACQUA PUBBLICA. Il Comitato ha ideato e scritto i quesiti referendari proposti alla Corte Costituzionale nel 2010. Questi quesiti, grazie al generoso e formidabile impegno di migliaia di attivisti, sono stati votati da 27 milioni di italiani nel 2011.

A partire dalla campagna referendaria, ho approfondito il tema dei BENI COMUNI, che Rodotà (poi candidato dal MoVimento a Presidente della Repubblica) concepiva come tutti quei beni che sono indispensabili al pieno sviluppo del cittadino come persona umana, e il cui accesso deve perciò essere garantito a tutti e preservato per le generazioni future, a prescindere dal fatto che questi spazi, beni o servizi siano di proprietà pubblica o privata, secondo gli intenti dell'art. 42 della nostra Costituzione. Le lobby e i comitati d'affari non hanno orizzonte, non pensano al futuro ma solo al loro tornaconto presente. Battersi per i beni comuni significa battersi per il diritto delle generazioni future - i nostri figli! - a vivere in un'Italia ed un'Europa migliore. Battersi per i beni comuni è sia una rivendicazione per l’accesso a risorse fondamentali che la richiesta di un loro governo democratico e partecipato.

Mi entusiasma dunque che come MoVimento stiamo proponendo in Parlamento la legge sull'acqua pubblica con prima firmataria Federica Daga, un testo che recepisce pienamente la volontà espressa dalla stragrande maggioranza dei votanti (oltre 95%) nel referendum del 2011 e dai tantissimi che si sono battuti prima e dopo i referendum a tutela dei beni comuni contro la loro indiscriminata privatizzazione a scopo di profitto.

Proprio sull'acqua, le esperienze europee (Parigi, Grenoble, Berlino) ci insegnano che un'oculata gestione pubblica può oggi rendere il servizio meno caro e di superiore livello qualitativo. È in Europa che si gioca la partita dei servizi di interesse generale, ed il nuovo Parlamento europeo sarà decisivo per reintrodurre nella gestione di questi servizi i principi oggi negati dalla logica del profitto a vantaggio di pochi maneggioni: questi servizi sono fondamentali per il benessere delle collettività europee, e devono essere amministrati con l'intento di garantire a tutti i cittadini europei il pieno adempimento del loro diritto ad una vita migliore, non angustiata dalla rapace avidità delle lobby e dei comitati d'affari.

Dal 2010, ho studiato gli aspetti economici e sociali di una misura come il reddito di cittadinanza, partecipando nel febbraio 2012 al forum internazionale “Reddito, Beni Comuni, Democrazia. Dalle campagne europee all’affermazione di un’Europa alternativa” tenuto al Teatro Valle Occupato di Roma, e continuando poi a propugnarne l'estensione a tutta l'Unione Europea.

L'Europa è oggi sulla Terra il continente in grado di offrire la più alta qualità della vita ai suoi abitanti, di garantirne IL DIRITTO DI AVERE DIRITTI, e questo diritto va garantito a TUTTI i suoi cittadini, non solo al 10% più agiato, mentre le recenti politiche di austerità, senza risolvere minimamente i problemi contabili che dicevano di affrontare, hanno avuto un solo, innegabile effetto: quello di aumentare il divario tra la minoranza dei ricchi sempre più ricchi e la grande maggioranza dei cittadini impoveriti e immiseriti dalla crisi.